Metti un gradino blu

Quando una casa cresce insieme a una famiglia, anche gli spazi di passaggio possono assumere un ruolo nuovo.

In questo progetto, abitato da una coppia con due bambine di 7 e 5 anni, la scala che collegava la zona giorno al sottotetto occupava una posizione centrale nell’ingresso. Era impossibile ignorarla, ma altrettanto difficile capire come valorizzarla.
Si trattava di una struttura prefabbricata che sembrava essere stata calata dall’alto senza dialogare con ciò che la circondava: funzionale, certo, ma poco integrata con l’ingresso e circondata da vuoti difficili da utilizzare. Più che collegare due piani, contribuiva a creare disordine.

Sostituirla completamente sarebbe stata la soluzione più immediata, ma il budget non lo permetteva. E spesso è proprio quando non si può cancellare tutto e ricominciare da capo che il progetto diventa più interessante.

Abbiamo deciso di lavorare sulla scala esistente, rivestendola in cartongesso per trasformarne la forma e renderla parte dell’architettura. Non più un elemento estraneo da sopportare, quindi, ma una presenza importante da mettere al centro della scena.

Per definirne l’estetica abbiamo presentato ai committenti diverse moodboard. La scelta è caduta sul color block: campiture nette e colori decisi, capaci di trasformare la scala in un elemento quasi metafisico. Una composizione di volumi e geometrie che dà carattere all’ingresso e anticipa l’atmosfera del resto della casa.
Intorno alla scala è stato progettato anche un sistema di arredi su misura, realizzato dai nostri falegnami di fiducia. Una seduta per cambiare le scarpe, spazi per riporre giacche e oggetti quotidiani e contenitori capaci di dare finalmente una funzione a quei vuoti che prima sembravano non appartenere a nessuno. Anche qui il colore è protagonista e tiene insieme architettura e arredo in un unico racconto.

L’ingresso è diventato così un vero spazio di passaggio tra fuori e dentro: il luogo in cui ci si libera delle scarpe, si appoggiano le borse, si toglie la giacca e si entra lentamente nella dimensione della casa. Non è soltanto più ordinato e funzionale, ma racconta fin dal primo sguardo la famiglia che lo abita. Una casa gioiosa, colorata e attraversata da quel caos meraviglioso e pieno di vita che soltanto due bambine possono creare.

E poi c’è il gradino blu.

Uno dei gradini era rimasto segnato da un piccolo incidente domestico: un flacone di detergente, lasciato accidentalmente sulla superficie, aveva creato un alone impossibile da eliminare. Avremmo potuto tentare di nasconderlo, uniformandolo al resto della scala. Abbiamo scelto di fare l’opposto.Lo abbiamo dipinto con uno smalto blu intenso, trasformando il difetto in un accento volutamente evidente. Quel gradino è diventato il dettaglio che completa la composizione, rafforza l’effetto metafisico e dà il nome al progetto.

“Metti un gradino blu” racconta proprio questo: non sempre ciò che è imperfetto deve essere sostituito o mimetizzato. A volte basta guardarlo da un’altra prospettiva, dargli un colore inaspettato e permettergli di diventare la parte più interessante della storia.